Klaus Voigt arrivò a Nonantola poco più di venticinque anni fa. Da allora la sua presenza è stata continua, costante, parte concreta di un paesaggio umano e di un progetto culturale che trovava e trova nella vicenda di Villa Emma il suo nucleo di riferimento.

Klaus ha percorso le strade del paese, ha conosciuto i suoi abitanti e a lungo ha parlato con loro, è diventato amico della comunità. Ha dialogato con gli amministratori, stringendo un sodalizio lungo e fruttuoso con il sindaco Stefano Vaccari; ha frequentato assiduamente l’Archivio storico comunale, coadiuvato dall’instancabile apporto di Ombretta Piccinini e contribuendo in modo decisivo, con i suoi viaggi e le sue ricerche, ad arricchire il Fondo Villa Emma.

Klaus ha posto Nonantola al centro della lunga fuga che portò i ragazzi ebrei approdati a Villa Emma nel 1942 ad attraversare Germania, Austria, Croazia, Slovenia e Bosnia Ergegovina, e poi ancora Svizzera, e infine, a guerra da poco conclusa, a raggiungere le sponde della Palestina.

Klaus ha portato a Nonantola l’esperienza dei suoi studi, in primis l’attenzione da lui rivolta agli esuli dalla Germania durante il regime nazista, mettendosi al lavoro sulla storia del gruppo di ragazzi accolti proprio qui, dove oggi vogliamo edificare un luogo per la loro memoria e per continuare a riflettere sull’incontro salvifico che ne determinò la sorte. Nel corso di una ricerca lunga e minuziosa, egli è tornato più volte su luoghi a noi vicini e familiari, e ogni volta da questi è ripartito per recarsi nei paesi europei lungo i quali la vicenda si era diramata, o per andare in Israele a conoscere i suoi protagonisti, in un incessante intreccio di incontri, ricordi, archivi, libri e documenti, tracce e segni di un passato che via via andava ricomponendo.

Così, muovendosi in più direzioni, ha avuto il grande merito di restituirci l’articolazione complessiva di quell’esperienza, osservandola nei tanti scenari che ha toccato, seguendola per vie tortuose, indagandola nel complesso novero delle realtà e delle persone che coinvolse, ricostruendone fasi e situazioni che i suoi attori vissero tra il 1940 e il 1945.

Non lo dimenticheremo mai, e mai dimenticheremo quanto i frutti del suo impegno ci siano stati di insegnamento e guida.

Klaus ha poi partecipato alla nascita e alla crescita della Fondazione Villa Emma, con un apporto di idee che hanno contribuito a disegnarne il programma e le scelte editoriali, fino al complesso iter che ha visto il delinearsi del progetto di un sito memoriale che sorgerà su Prato Galli, davanti a Villa Emma.

E proprio pensando a quest’ultima stagione, che ora ci consegna l’improvvisa notizia della sua scomparsa, la tristezza di questo giorno cresce insieme al rammarico di sapere che Klaus non vedrà il compimento di una scommessa tanto attesa.

Nel prossimo periodo la Fondazione Villa Emma e il Comune di Nonantola ricorderanno l’opera di Klaus Voigt e programmeranno iniziative in suo onore; oggi resta solo il dolore per l’amico che non verrà più a trovarci, con cui non parleremo più.

 

Federica Nannetti, Sindaco di Nonantola
Stefano Vaccari, Presidente Fondazione Villa Emma
Andrea Zoboli, Assessore alla Cultura del Comune di Nonantola
Fausto Ciuffi, direttore, insieme ai componenti del Comitato scientifico,
agli operatori e ai collaboratori della Fondazione Villa Emma
Area Servizi Culturali del Comune di Nonantola