Geografie della cura. Appunti e contrappunti su storie, viaggi e incontri con donne dall’Est all’Ovest d’Europa. Modena-Nonantola 11-13 novembre 2011

Le strade del mondo 2011 è stato dedicato al fenomeno della migrazione delle donne dell’Est Europa che svolgono il lavoro di cura presso le famiglie italiane.

Il progetto è stato elaborato a partire dal fortunato incontro con il libro di Francesco Vietti “Il paese delle badanti” (in ristampa, disponibile da Febbraio 2012 presso la casa editrice SEI).

In particolare, ci siamo concentrati sulle migrazioni dai paesi dell’ex Unione Sovietica: Ucraina, Russia, Georgia e Moldavia, oggi maggiormente rappresentati in Italia nelle professioni della cura agli anziani.

Come è nella nostra tradizione, gli incontri e le relazioni frontali con i relatori si sono intrecciati ad altre forme narrative, che hanno spaziato dalla rappresentazione teatrale al racconto fotografico, alle musiche tradizionali. Soprattutto, ampio spazio è stato dedicato alle voci delle protagoniste: le donne che lavorano nelle famiglie e con gli anziani e che, per fare ciò, hanno lasciato nei paesi di origine le proprie famiglie, i propri anziani e, in primo luogo, i propri i figli.

Darejani Denosashvili dalla Georgia, Natalia Petica e Tatiana Nogailic dalla Moldavia, Olha IergalinaOlha Vdovychenko e Marya Sakulyak dall’Ucraina e Olha Zholobaylo dalla Russia hanno puntellato e arricchito con i loro racconti, le loro emozioni e le loro riflessioni gli interventi dei relatori e del pubblico, fornendo interpretazioni lucide e profonde della loro storia, ma anche della nostra, delle dinamiche che albergano – spesso non riconosciute o ignorate – nelle nostre famiglie, tra noi e i migranti, nel nostro sistema di cura, istituzionale e domestico.

Nella prima sessione, “La caduta del muro e il cammino delle donne”, Marco Buttino, docente dell’Università di Torino, ha tratteggiato gli imponenti cambiamenti politico-istituzionali verificatisi nei paesi dell’ex Unione Sovietica dopo la caduta del muro, in particolare relativamente alle agenzie di socializzazione, di cura e di sostegno alla famiglia. Francesca Alice Vianello, ricercatrice dell’Università di Padova ha in seguito approfondito il tema, fornendo una panoramica delle conseguenze della migrazione femminile sul sistema di welfare e sulle famiglie in questi stessi paesi.

Nel pomeriggio l’incontro con Pietro Cingolani, docente dell’Università di Trento, ha dato spazio alla prima delle “Altre narrazioni”. A partire da una selezione di brani del film di Tomas Ciulei – “Podul de Flori”- Cingolani si è soffermato sullo sguardo delle nuove generazioni – di quei figli “lasciati indietro” – nei confronti della migrazione delle madri e delle sue conseguenze sulla struttura familiare.

A seguire, l’inaugurazione della mostra fotografica di Roberta Valerio, “Onora il padre e la madre. Badanti”, che la fotografa italiana residente a Parigi ha realizzato su progetto dell’Associazione culturale vicino/lontano di Udine. Roberta Valerio ha seguito quattro donne in Polonia, Ucraina, Romania e Moldavia nei loro viaggi di rientro a casa per le vacanze e poi nella quotidianità della vita lavorativa, cogliendo, con uno sguardo lucido e insieme profondamente empatico, la nostalgia, la solitudine ma anche l’amore e la dedizione per i loro assistiti.

La sera ci siamo dati appuntamento al teatro delle Passioni con Giacomo Vallozza e Federica Nobilio per assistere alla pièce “Vite a perdere”, che narra dell’incontro/scontro tra una badante e il figlio della donna alla quale presta le sue cure; due universi che si sfiorano ma che non si capiscono e non si incontrano.
Sabato 12 novembre la prima sessione è stata dedicata a “Bambine e bambini dell’Est Europa nel secondo dopoguerra”.

Dopo i racconti delle narratrici, Gian Piero Piretto, docente dell’Università di Milano, ha raccontato, con il supporto di un ricchissimo e significativo corredo iconografico e filmico, le politiche culturali ed educative nella società sovietica di impronta leninista e, successivamente, staliniana, e i repentini cambiamenti introdotti dalla caduta del muro e dall’economia capitalistica.

La sessione pomeridiana, intitolata “Corpi, sentimenti, cura. Capire il presente tra narrazioni e indagine socio-antropologica” ha visto alternarsi Francesco Vietti dell’Università di Genova, Flavia Piperno del Centro Studi di Politica Internazionale di Roma e Melita Richter, sociologa croata, che hanno tratteggiato il panorama delle politiche di welfare e di accoglienza nel nostro paese in relazione a quanto accade nei paesi di provenienza delle donne migranti, nell’ottica di quello che oggi viene definito welfare transnazionale e che rappresenta una soluzione al problema del care-drain in Italia e nei paesi di emigrazione.

La sera, presso il cinema-teatro di Nonantola, le narratrici dell’Est hanno dato veste artistica, con canzoni popolari e poesie, alla loro esperienza migratoria e ai sentimenti contradditori che animano e accompagnano questa esperienza, vissuta continuamente sul filo della gioia per l’aiuto fornito alle famiglie, la nostalgia struggente di casa e i nuovi contesti relazionali e affettivi che, inevitabilmente, si stringono nel nuovo paese. Alle loro voci melodiose si è intrecciata quella di Donatella Di Pietrantonio, scrittrice abruzzese, vincitrice del premio Tropea 2011 con la sua opera prima “Mia madre è un fiume”, che ha raccontato la dolorosa e lenta perdita della madre nel vuoto dell’Alzheimer.

Infine, domenica 13 novembre, la professoressa Ala Mindicanu, presidentessa della diaspora moldava in Québec e collaboratrice presso la Nazioni Unite sui temi della partecipazione femminile ai movimenti di transizione democratica e nella vita pubblica, ci ha parlato della migrazione dalla Moldavia, origini, flussi, entità, destinazioni, e delle sue diverse articolazioni nei paesi di approdo, con frequenti e approfonditi rimandi alla realtà culturale, sociale e politica della Moldavia oggi.

Scarica il ppt dell’intervento di Flavia Piperno piperno-villa-emmappt